Filippo La Porta recensisce Città distrutte

Su Left-Avvenimenti, 4 maggio 2012:

“E se provassimo a combattere la finzione – oggi sempre più pervasiva – con altra finzione? Se contrapponessimo al falso, sempre ingannevole, un finto però consapevole, dichiarato come tale? Anch’essa è una strategia di resistenza. Città distrutte. Sei biografie infedeli (Gaffi) dell’esordiente Davide Orecchio ci propone sei false biografie, altrettante storie di uomini e donne inventati ma ricorrendo a materiali d’archivio e a fonti documentarie vere. Perché Orecchio ha voluto intitolarlo Città distrutte? Non nel senso di Austerlitz di W.G.Sebald, in cui si diceva che la distruzione è un destino della città moderna. La risposta allora va cercata in quello che dice la poetessa Betta Rauch, soggetto di una delle biografie: «Sono una città distrutta. Se Dio vuole, la storia è fatta di città distrutte e poi ricostruite…». Una frase che potrebbero far propria gli altri personaggi. In Città distrutte i protagonisti delle sei false biografie sono passati sulla terra leggeri (per parafrasare un bel libro di Sergio Atzeni), nel senso del non lasciare tracce. [Continua a leggere...]

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